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I vaccini un tema dibattuto – Intervista al Dott. Montanari

Mai come oggi, si presenta la necessità, urgente, di far chiarezza su un tema molto dibattuto: quello della salute e dei vaccini.

Per introdurre l’intervista al Dott. Stefano Montanari, ricercatore secondo scienza e coscienza, , ci sentiamo di adottare una “strategia” tesa a puntare l’occhio di bue, il faro di chi è di scena, su una domanda cruciale: qual è l’interesse che muove la ricerca scientifica, quella medica, quella di cui ci dovremmo fidare e alla quale affidiamo la salute nostra e dei nostri figli?

Le risposte del Dott. Montanari non lasciano dubbi.

Mi può raccontare i passaggi della sua ricerca che l’hanno portata fino ad oggi ?

Le origini della mia ricerca le ho raccontate innumerevoli volte in articoli e in libri che, evidentemente, pochi leggono. Agli inizi degli anni ‘90 mia moglie ed io analizzammo un paio di filtri per vena cava espiantati e sulla loro superficie trovammo degli elementi chimici che non avevano nulla a che fare né con la composizione dei filtri né con l’organismo umano. Fu solo a cavallo tra il 1997 e il 1998 che, analizzando per caso dei campioni di fegato e di rene di una persona che in nove anni si era consumato i ponti dentari malfatti, che gli erano stati impiantati, scoprimmo che piccolissime particelle solide ed inorganiche entrate in qualunque modo nell’organismo, viaggiano nel sangue e vengono catturate da qualunque organo dove innescano processi infiammatori da corpo estraneo. Da quei processi partono innumerevoli malattie che allora battezzammo “nanopatologie” (nano perché l’origine è quella delle nanopolveri), nome oggi usato universalmente. Parliamo di malattie cardiovascolari, cancri, aborti, malformazioni fetali e qualcosa di poco sospettabile per i non addetti ai lavori come, ad esempio, una forma di diabete, malattie neurologiche, ecc. Chi vuole approfondire senza leggere i nostri testi scientifici può leggere il mio libro divulgativo IL PIANETA IMPOLVERATO. Senza che noi ce ne rendessimo conto, quella scoperta pestò molti piedi perché le polveri inquinanti vengono non certo solo dalle dentiere inghiottite particella dopo particella ma da inceneritori di rifiuti, esplosioni, motori a scoppio, cementifici, fonderie e tante altre origini che coinvolgono giri di quattrini multimiliardari. Fu così che fummo avversati fin dall’inizio. Poi arrivarono due progetti di ricerca europei ideati e diretti da mia moglie, e con quelli facemmo altre scoperte importantissime, dal vedere che le particelle sono capaci di entrare nel nucleo delle cellule alterandone il DNA fino ad ottenere dati fondamentali sulla leucemia mieloide acuta. Ma i piedi, volenti o nolenti, continuiamo a pestarli e ciò che ci sta portando alla chiusura del laboratorio è l’aver scoperto che i vaccini sono inquinati e possono provocare malattie gravissime. Questa scoperta non ci può venire perdonata e non si lesina nessuno sforzo per imbavagliarci, non esitando a compiere atti vergognosi nei nostri confronti.

Quale è stato il “messaggio” che sente/sentite  trainante come ricercatore/i ?

Io non ho messaggi da lanciare. Chi fa davvero il ricercatore sa, o deve sapere, che l’unico binario su cui si corre è quello della verità che non guarda in faccia a nessuno. Quando ci sono censure, quando ci sono interessi di denaro, di potere, di carriera o, ingenuamente, di ansia di visibilità, il ricercatore non è più tale. Il passato trabocca di questa genia: basta leggere gli articoli “scientifici” di un passato non troppo lontano per trovare che il fumo di tabacco previene tante malattie, che l’amianto è innocuo e così le diossine, che i fluoroclorocarburi, cioè i gas che si usavano per riempire le bombolette spray e i condizionatori, sono indifferenti alla natura, che il piombo tetraetile aggiunto alla benzina  è perfettamente salubre… E questi sono solo pochissimi tra i tanti argomenti su cui un esercito di ricercatori corrotti giurava. Oggi le cose non solo non sono cambiate, ma sono peggiorate, e non di poco. Questo perché, grazie alla facilità con cui si diffondono le notizie e alla possibilità di truccarsi assumendo qualunque identità, si spacciano per scienziati veri e propri ciarlatani che diffondono non errori, ma orrori.

Dunque, io non posso altro che affermare che il ricercatore deve avere testa e cuore. Se uno dei due manca, siamo di fronte a qualcosa d’altro. E, allora, non un messaggio ma un consiglio: prima di dare credito a qualcuno, prima di assumere posizioni da tifoso, controllate chi diffonde le notizie ed accertatevi che fornisca prove sue. Raccattare dati su Internet, dove tutto convive con il suo contrario, non è ricerca ma truffa. Citarsi a vicenda è ridicolo.

Vaccini e non vaccini, secondo lei quale sarebbe un consiglio da dare alle mamme oggi?

Il discorso sui vaccini è tanto lungo quanto complesso. Ad oggi, nessuna religione è mai riuscita a mettere insieme tanti fedeli come quella dei vaccini e, come tutte le religioni, si basa non su dimostrazioni ma su convinzioni personali che delle dimostrazioni non sanno che farsene. Sfidando la blasfemia, è innegabile che nessuno è in grado di dimostrare che i vaccini abbiano evitato un solo caso di malattia e, meno che mai, epidemie. Basta consultare le statistiche ufficiali americane e inglesi per rendersi conto che i vaccini non hanno inciso neppure minimamente sulla mortalità da malattie infettive, ma questa ovvietà, controllabile da chiunque, è ritenuta una bestemmia. Quello che è certo, invece, è che i vaccini provochino effetti collaterali gravissimi e questi effetti siano dovuti agl’inquinanti sotto forma delle particelle che noi continuiamo a trovare, all’alluminio aggiunto in quantità, al mercurio sempre presente anche se, incredibilmente, se ne nega la presenza dimostrando così anche una profonda ignoranza a proposito della tecnica con cui i vaccini sono prodotti, agli antibiotici, ai conservanti, ad inquinanti organici come il glifosato, a proteine estranee, e a una lunga lista di porcherie. Purtroppo solo una minima frazione dei guai, non di rado tanto gravi da rovinare la vita di chi le vaccinazioni le subisce e dei loro famigliari, è riportata ufficialmente e, così, si dà ad intendere che i vaccini sono sicuri. E non mi dilungo sulle modalità di somministrazione, totalmente al di fuori della buona pratica medica.

Alle mamme dico solo d’informarsi compiutamente e di leggere con estrema attenzione il bugiardino accluso al prodotto che non viene mai fatto leggere pur essendo la cosa obbligatoria. Molto spesso i produttori dei vaccini sono molto più onesti dei vaccinatori.

Sul piano sociale, che cosa può portare le famiglie ad approfondire con ferma volontà, per conoscere realmente quello che sta accadendo?

La realtà, purtroppo, dice che la stragrande maggioranza delle famiglie non vuole sapere niente sui vaccini e si affida alla cieca a ciò che raccontano politici, giornalisti e, purtroppo, tanti medici un po’ corrotti e un po’ terrorizzati di essere espulsi dall’ordine professionale diventando così dei disoccupati. Far passare informazione indipendente e basata non sulle chiacchiere, sulle distorsioni e sulle censure ma sui fatti è difficile fino a diventare impossibile. Basta vedere ciò che continua ad accadere al mio blog www.stefanomontanari.net che subisce quasi quotidianamente attacchi tali da renderlo irraggiungibile. Per chi ragiona si tratta della confessione più aperta di debolezza da parte di chi si abbassa a commettere azioni simili, ma la cosa funziona. Se la gente volesse recuperare la propria dignità, non tollererebbe che politici, non solo palesemente incompetenti, ma anche seduti su poltrone occupate al di fuori della Costituzione, impongano follie come stanno facendo. Ma così va il mondo: non è una questione di qualità ma di quantità, e se la maggioranza della gente è contenta di farsi gabbare, arrivando a lasciare che i propri figli siano trasformati in carne da macello, è cosa che esula dalle mie competenze. Io di figli ne ho due: uno ha 34 anni e vive a Tenerife e l’altro di anni ne ha 36 e vive in Australia. Dunque, il regime che vige ora in Italia non me li può toccare. Se la gente vuole che noi continuiamo a lavorare, per fare emergere scientificamente la verità sui vaccini, deve darsi una mossa.

Mia moglie ed io abbiamo venduto tutto ciò che avevamo, compresa casa nostra, per mantenere il laboratorio di ricerca. Ora i soldi sono finiti e se la gente è disposta a separarsi da qualche Euro per raccogliere fondi a sufficienza, continueremo. Altrimenti, faranno da soli.

Quanti dei lettori di questo blog possono dire di aver voluto percorrere altre vie, non le solite, quelle convenzionali, ma quelle a volte impervie dell’andare controcorrente, contro le informazioni distribuite con “generosità” dal sistema, dalla stampa o dai tg, per cercare di trovare un nesso tra una vocina che dentro ci sussurra che, sì, forse tutto quello che ci stanno proponendo non è corretto, che avrebbe bisogno di essere approfondito, che tutto quello che ci vorrebbero costringere a fare va contro la nostra volontà di esseri liberi?

Nel cuore di un’umanità sempre più confusa, che cerca nella vetrina di internet, “dove tutto convive con il suo contrario” come dice più sopra il Dott. Montanari, l’unica risposta possibile resta quella del coraggio.

Alle campagne a tamburo battente che minano le nostre certezze, che alimentano la nostra idea di precarietà e di malattia, quelle che “se non fai come diciamo noi, muori”, o quelle che “se non vaccini tuo figlio vuol dire che non lo ami”, è necessario reagire con determinazione e forza.

Possibile? Ne siamo convinti, e sarà quando il “sapere” tornerà a farsi scaldare dal cuore.

Solo allora si potrà dire, con Ippocrate  “Se c’è amore per l’uomo, ci sarà anche amore per la scienza.”

 

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