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Storia di bravi maestri : quando passione e dedizione si incontrano, il Coro Calycanthus di Treviglio

A distanza di 2 mesi, ritroviamo il Coro Calycanthus di Treviglio (Bg), che invitiamo nuovamente nel nostro blog, dopo la loro esibizione nel cammeo pittorico del ‘400 la Chiesa di San Bernardino di Lallio (Bg), aprendogli, con immenso piacere, una finestra, per la notizia della quale siamo venuti a conoscenza: il concerto che hanno tenuto, sabato 4 marzo, in uno scenario particolare : la Basilica di San Pietro a Roma.

Lo facciamo tanto più volentieri quanto più è evidente come l’impegno, la passione per la musica e la volontà di orientare le proprie scelte verso obiettivi comuni e di condivisione, portino a traguardi di questo livello.

 

Coro Calycanthus a Roma

 

La testimonianza è quella di una corista in ritorno da Roma.

“Graecum est, non legitur : sembra impossibile, eppure, grazie ai bravi maestri, “l’impossibile diventa possibile”.

E’ così che  lo studente di liceo Forloni Franco impara a decodificare il fascino della letteratura greca da un sacerdote, il professor Enrico Dal Covolo, che lo accompagna nel viaggio attraverso la cultura classica fino al 1978, anno dell’esame di maturità.

La vita scorre, il professore diventa vescovo, lo studente medico e, per passione, anche direttore di un coro, il Calycanthus di Treviglio.

Grazie ad una fortunata coincidenza professionale, il medico conosce un monsignore bergamasco che lavora in Vaticano e che propone al coro di cantare per una messa in San Pietro.

Alla messa è presente anche il professore vescovo, ora rettore della Pontificia Università Lateranense, che riabbraccia il suo studente di greco dopo quasi quarant’anni e che con entusiasmo canta insieme al coro il Salve Regina.

Questa è la straordinaria esperienza che il nostro coro ha vissuto a Roma, sabato 4 e domenica 5 marzo.

Nella sostanza una storia di bravi maestri: guide che sanno tracciare e dare senso a un percorso, motivare un gruppo a seguirlo, trasformare un gruppo in una squadra, animare la squadra di quella passione senza la quale qualunque attività resterebbe sterile.

Allora l’impossibile può diventare possibile ed infine reale: sabato il coro Calycanthus di Treviglio ha cantato in San Pietro per la messa delle 17, diretto da Franco Forloni e accompagnato all’organo dal Maestro Fabrizio Vanoncini.

Sull’onda dell’emozione e consapevole dell’unicità di questa occasione, domenica, nel corso della visita ad alcuni dei principali tesori monumentali ed artistici della città eterna, il coro ha colto anche l’opportunità di esibirsi nella chiesa di San Luigi dei Francesi e sotto la millenaria imponenza della cupola del Pantheon.

Che dire? Chi scrive ora è sul treno del ritorno e sta rileggendo le decine di messaggi che i coristi si sono scambiati in questi incredibili giorni: messaggi che parlano di commozione, di partecipazione, di senso di appartenenza, di riconoscenza e di sacro stupore al pensiero che la nostra voce sia stata ascoltata nello scrigno della storia da tanta multietnica umanità, ma anche di motivazione moltiplicata, di rinnovata volontà e, non da ultimo, di un legame affettivo sempre più forte.”

                                                                                                                                                                                                                                                                                                Anna Vecchi (corista)

                                                                                                                                                                                                                                                                                             

Il Coro Calycanthus non è composto da professionisti. Non ci sono studiosi del bel canto o musicisti. Sono amanti della polifonia e, a distanza di 10 anni dalla nascita della loro realtà canora, il coro si va arricchendo sempre di voci nuove.

Quello che passa, nell’ascoltarli, non è la perfezione della tecnica, ma l’amore per quel suono che esce e che fa di ogni singolo corista, parte di un tutto armonico che è il coro, espresso nella gioia del cantare insieme.

Vale allora la frase di  Kahlil Gibran che recita così: Il cantore non può dilettarci, se egli stesso non trova delizia nel proprio canto.”

Sappiamo che il coro sta cercando voci maschili, bassi e tenori. Se voleste vivere l’esperienza della polifonia, il Coro Calycanthus vi aspetta. Per loro sarà un piacere anche cantare per voi. Scriveteci e vi metteremo in contatto.

 

 

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