Intervista con...

FILOSOFIA PROGETTUALE : Architettura tra tradizione e modernità, con rispetto del paesaggio

Chi non ha mai desiderato di veder realizzata la propria abitazione, tagliata “su misura” non solo per la continuità che deve avere con il paesaggio circostante, ma soprattutto per l’armonia che si deve respirare dentro casa?

Marco Panzeri è l’architetto che fa proprio questo: i suoi progetti si traducono nella ristrutturazione di interni, recupero e ricostruzioni di ambienti d’epoca, facendosi ispirare sia dalle arti decorative e dall’architettura del passato sia dalle tecnologie adatte alla vita moderna, sempre nel rispetto dell’ambiente.

Realizzazioni in cui “il bello” non è improvvisato ma studio meticoloso tra le forme.

 

Chi è Marco Panzeri…uno squarcio della sua vita

 «Sono nato in Italia ma ho vissuto in Brasile.  È un mix ben riuscito perché, in realtà, non mi sento né troppo italiano né troppo brasiliano. Ho iniziato a fare questo lavoro partendo da un progetto: il disegno della camera dei miei sogni … e tutto questo a 11 anni.»

 Marco accenna ad un sorriso pieno di tenerezza e ci spiega.

 «Mia mamma si era iscritta a un corso di arredatrice e vedendo lei che si esercitava nel disegno, le giravo intorno, incuriosito, fino al giorno in cui mi disse :”prendi anche tu un foglio e fai qualcosa, non continuare solo a guardarmi”. E così feci il mio primo progetto: la cameretta. Un disegno che ho ritrovato, che guardo con tenerezza e rinnova la mia passione per la progettazione.»

 «Ora sono convinto che quella dell’architetto è la professione che ero destinato a fare. Ho iniziato a muovere i primi passi già durante il liceo e l’università, andando per cantieri a seguire lavori architettonici, ma quello che mi alimenta in modo trainante è la passione per gli interni, grazie anche a mia madre. Per questo, a volte ancora oggi, chiedo a lei un parere su progetti ai quali sto lavorando.»

Questa “complicità” artistica con la madre, c’è sempre stata, come quando Marco, da piccolo, amava andare con lei nei negozi d’antiquariato per poi farsi regalare dei piccoli oggetti invece di giocattoli. Negozi che gli hanno regalato l’esperienza dell’arte e del bello!

 

La bellezza per Marco è….

«Secondo me la bellezza è il risultato dell’armonia tra le forme, ed è molto difficile da realizzare. Una progettazione è fatta bene quando sembra naturale. Quando c’è questo, c’è armonia, cioè c’è stata molta cura nei piccoli dettagli.»

                                                                                                                                                                                                Sporting Club Monza

 

Ti definiresti un architetto armonioso?

 «Diciamo che quello che amo, è vedere una forma architettonica e il suo arredo inseriti armoniosamente nel contesto. L’architettura si deve integrare con il paesaggio senza rovinarlo in alcun modo. Quando questo viene fatto con cura, l’ambiente ci guadagna, si arricchisce. Pensiamo a un posto come Portofino. Se gli togli l’architettura, diventa un’insenatura come tante altre.

In tanti casi l’uomo è riuscito attraverso l’architettura a conservare un luogo e a migliorarlo.

L’architettura non deturpa la natura solo quando si fa della buona architettura. E questo non è semplice.

Guarda Venezia, ad esempio. É una città che non ha verde però è una città che ha fascino e se non ci fosse l’architettura sarebbe una semplice palude. Tra la palude e Venezia c’è parecchia differenza, non pensi?.»

Sorride riflessivo Marco

 «Questo fa capire che quando l’uomo, col suo ingegno, riesce a inserire la giusta forma  architettonica anche luoghi così pregiudizievoli, dà origine ad una “città unica”. Quindi il vero talento di un architetto, è quello di riuscire a creare armonia e bellezza, nell’ambiente dove realizza i suoi progetti. Quando non c’è uno “strappo” nella forma, cioè c’è continuità fra dentro e fuori, con il giusto arredo, allora il gioco è fatto.»

Una domanda un po’ insolita … Se tu avessi la borsa di Mary Poppins ed entrassi in una casa, cosa tireresti fuori?

 «Secondo me una casa ha due zone distinte, da una parte, il posto in cui ti ritrovi, vivi la tua quotidianità, dall’altro il rifugio dei tuoi sogni, delle tue passioni … il luogo che racconta di te e dei tuoi viaggi. Molto spesso il cliente ama poter inserire, nel suo ambiente, oggetti raccolti durante la sua vita. Così la casa, un po’ rispecchia ciò sei, per colori, abbinamenti, forme, un po’ è il contenitore di tutti i tuoi ricordi .

Quindi dalla borsa di Mary Poppins, tirerei fuori … colori, arredi confortevoli per far sentire il mio cliente a suo agio, e una serie di oggetti, ricordi cari, che raccontano la sua storia e quella della famiglia.»

In questa ricerca costante di bellezza, Marco Panzeri vive la sua professione con vera passione, progettando emozioni, perché nulla è lasciato al caso, ma studiato nel rispetto del paesaggio e del luogo che il cliente vivrà come il suo rifugio e contenitore dei suoi ricordi.

La redazione come sempre è a disposizione per pianificare un aperitivo con l’Arch. Marco Panzeri. Per scriverci, utilizzate il form .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ufficio a Lugano

 

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