Aperitivo con l'imprenditore

VIVERE DELLA NATURA : “Quando una passione diventa attenzione

Questo secondo incontro con Dario Zanuso è una conferma della sua grande passione, ancora più evidente mentre ci racconta del “suo” legno.

Incontrandoci per questa nuova intervista, così, semplicemente, mentre scrive e lavora, Dario fa comprendere che il rispetto per i cicli vitali e delle risorse è tutto quello che gli permette di portare avanti, con scrupolosa coscienza, ogni suo progetto e lo sprona a far sempre meglio.

Quando nasce la tua passione per il legno?

«Sicuramente parte dai miei genitori, è nel DNA. Questa azienda era prima la loro. Poi, si rafforza grazie al rapporto con la natura, così solido e quotidiano, e grazie all’attenzione per le cose che ci vengono donate e che noi raccogliamo, dobbiamo custodire e tramandare a chi viene dopo di noi. Il mio scrupolo, nel consumare risorse ed energie, è un “carico” che mi investe quotidianamente… Per esempio, discuto spesso, con la mia compagna, riguardo ad un uso poco attento dell’acqua  – che è una risorsa primaria della nostra terra. Cerco, come posso, di “compensare”  quello che mi sembra sempre una sorta di “appropriazione indebita”. Quindi, la raccolta e l’utilizzo di un materiale naturale come il legno deve essere fatta con attenzione, nel rispetto dei cicli di ricrescita nelle foreste ad alta sostenibilità.»

«Alla fine, l’amore per il legno è qualcosa che ho ricevuto ma che ho imparato a coltivare negli anni. È una materia unica, bella e non duplicabile … Ogni pezzo di legno  è diverso da quello precedente e da quelli che verranno, per cui è sempre, come iniziare un’esperienza nuova. Pur avendo le conoscenze tecniche per la sua lavorazione, ogni volta è qualcosa di diverso e da lì nasce la passione che si coltiva quotidianamente.»

 Quindi possiamo dire che il legno è anima, è una passione per…

«…per tutto.  E’ anima, passione, dedizione. È anche colori, forme… sensazioni, tatto, olfatto. E’ tutto… tutto il mio mondo.»

 

Per un attimo, Dario è come se sospendesse quello che sta per dire. Sembra che la sua attenzione sia tutta dentro, ad ascoltare quello che sente nel profondo e che, forse, solo coloro che hanno a che fare con il legno capiscono: non si tratta di materiale inerme ma natura viva.

«Mi è capitato spesso di pensare che se mio padre avesse lavorato il ferro, al quale riconosco una duttilità incredibile, un bellissimo materiale che si lascia plasmare nelle forme più disparate, con caratteristiche che il legno non può darti… ebbene, difficilmente avrei potuto innamorarmene così profondamente, come è successo per il legno. L’odore e il tatto del ferro mi danno sensazioni negative, il profumo del legno invece, è una sensazione capace di emozionarti ogni giorno.»

 

Passeggiare per i boschi per Dario è …?

«Il momento più rilassante. Essere in contatto con la natura, per me, è un momento di fusione completa.» Sorride “serio” e spiega. «Queste affermazioni potrebbero sembrare contraddittorie. Magari qualcuno potrebbe chiedersi “ma come? ci parla di tanto amore per i boschi e la natura e poi taglia le piante?”… Normale, anzi normalissimo e lo comprendo. Bisogna tenere tuttavia presente una cosa molto importante: la sensibilità nei confronti della natura, non consiste nel non tagliare le piante, ma nel sapere quando farlo.»

«Vedete, il taglio di una pianta, è un lavoro che aiuta la natura. Gli alberi hanno un ciclo vitale come tutti gli esseri animati, un ciclo che inizia e finisce… Può essere di qualche minuto, come quello delle farfalle, o di qualche centinaio di anni, come per gli elefanti, gli alberi, ma ad un certo punto deve terminare per lasciare spazio, energie, risorse a ciò che viene dopo. Di conseguenza, il taglio, quando viene fatto con criterio e coscienza, diventa anche ecologico, genera qualcosa di nuovo… Durante il suo ciclo vitale, una pianta sviluppa ossigeno e assorbe anidride carbonica. È un processo che avviene al 100% nei primi 30 anni di vita, ma poi questo scambio rallenta fino ad arrivare a sviluppare l’esatto contrario. A quel punto è il momento di tagliarla per lasciare spazio a una pianta nuova che può riprendere il suo nuovo ciclo.

Non si sa molto di questo, purtroppo, perché l’avidità degli uomini fa si che questo ciclo non venga rispettato. Sono rispettate solo le richieste commerciali che generano fatturato e purtroppo, come in tanti altri aspetti, il taglio del bosco subisce questo diktat  “economico” più che “ecologico”. Se ognuno di noi agisse coscienziosamente e fosse consapevole che ogni gesto è causa di un effetto, capirebbe che questo modo di intervenire sulla natura non sarebbe soltanto utile per l’ecosistema, ma assolutamente indispensabile.»

 

La natura ha mille segreti da rivelarci. Quelli legati al legno, ne siamo sicuri, potranno esserci rivelati, di volta in volta, da Dario della Zanuso Legno Srl.

La redazione rimane sempre a vostra disposizione, nel caso voleste conoscere più da vicino questa realtà.

Scriveteci!

 

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