Cuori nel Mondo

“Timeless”: l’app per smartphone per i malati di Alzheimer

“Ragazzina crea un’app per comunicare con la nonna malata di Alzheimer”

È nata dalla mente di una ragazzina di 12 anni, Emma Yang, un’applicazione che aiuta le persone colpite da questa malattia neuro-degenerativa nella funzione a loro più difficile: ricordare.

Con la collaborazione della dottoressa Melissa Kramps, esperta del morbo di Alzheimer, e i genitori esperti informatici, Emma ha ideato un’applicazione per cellulari che, in modo concreto, potrà aiutare non solo la nonna, che risiede ormai ad Hong Kong, ma tutti coloro che soffrono questa malattia, a non cadere sempre più nell’oblio.

Con il sostegno di questa neurologa ed un finanziamento, riesce a progettare e mettere a segno questa app per smartphone chiamata Timeless. La sua principale funzione è quella di associare ad un volto, attraverso un algoritmo, un nome e il legame di parentela.

Quello che l’ha condotta a questa idea, non è stata solo la passione per la teconologia, ereditata dai genitori – esperti informatici – che l’hanno vista cimentarsi con successo già ad 8 anni, con  programmi quali HTML e CSS Web, Java e MIT App Inventor, ma soprattutto il suo amore e la sofferenza nel non vedersi più riconosciuta dalla nonna che, dapprima ha iniziato con il non ricordare l’età di Emma, poi dove viveva, fino al confonderla con altre persone della famiglia.

“Negli ultimi tempi” racconta Emma “la nonna non ricordava più se aveva già parlato con qualcuno di noi, già dopo pochi secondi. Ora, con questa applicazione, non succederà più.”

Infatti, un’altra funzione sarà quella di ricevere delle notifiche che li avviserà di chi hanno chiamato negli ultimi 5 minuti.

In un mondo ormai sempre più orientato alla ricerca della cura farmacologica, nella maggior parte dei casi sterile – soprattutto in realtà di degenerazione cerebrale – trova conferma una realtà semplice, cristallina che non si può dimenticare: i malati di Alzheimer non sono solo pazienti, ma prima di tutto persone che reagiscono sensibilmente all’amore e alla dimostrazione di cura nei loro confronti.

Il progetto di Emma ha preso forma grazie al suo desiderio di aiutare le persone malate di Alzheimer e forse, in un futuro, la sua applicazione potrà essere usata anche da chi non avrà una certa dimestichezza nell’usare questi strumenti teconologici.

 

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